Premessa

Nel testo “HIRPI - Storia dei Sanniti Hirpini”, quando avevamo incominciato ad interessarci di questa vicenda, per come tutti la proponevano, ci era subito apparsa una storia controversa. Oggi, a distanza di alcuni anni da quel testo, che per ragioni editoriali porta il nome di “HIRPINIA Il Sannio Ritrovato”, giunto alla III edizione, dobbiamo purtroppo confermare quella nostra sensazione. Questo, perché, assurdamente, così com’è stata proposta, dalla storia del Sannio mancano tutte le vicende legate al Sannio Hirpino. E per questo vogliamo subito chiarire un concetto fondamentale: l’Hirpinia era quel vasto territorio appartenuto alla tribù degli Hirpini; l’Irpinia invece l’attuale provincia di Avellino. E sono due cose molto diverse
In seguito alle successive scoperte che abbiamo fatto all’interno l’alta valle del Calore, dove la tribù degli Hirpini giunse intorno al 1.000 a.C., ci hanno permesso di scrivere un capitolo unico, quello inerente “L’origine dei Sanniti”, inserito nel testo “Ariano dalla origini ai Longobardi”, di recente pubblicazione che, per chiare ragioni di spazio, accenniamo appena.
Per comprendere meglio come questa storia sia stata manipolata (certamente in buona fede per l’assenza di una qualsiasi presa di posizione da parte di questa Irpinia, o per meglio dire della provincia di Avellino), vogliamo in poche righe tracciare le fasi salienti dell’evoluzione storica dei Sanniti, quindi della tribù degli Hirpini e dell’Hirpinia stessa.. L’Hirpinia sannita si estendeva dai confini con Caudium ad occidente, sino a Compsa e l’Ofanto ad oriente; e dal confine molisano a Nord, sino ad Acerno e Solofra a Sud, un territorio vasto oltre metà dell’intero Sannio, se si pensi che a volte questo confine, per le conquiste fatte dagli uomini di questa tribù, giungeva sino a Venosa. L’attuale Irpinia non è che una parte integrante di quel territorio e della storia. Come è parte integrante della storia il Molise. Né più, né meno.

Oinokoe rinvenuta in una tomba di epoca sannitica a Bagnoli Irpino
Xoanon Lignea di Mefite rinvenuta nella Valle d'Ansanto (rocca San Felice)

Come più volte fatto presente, ci siamo trovati in questa vicenda per caso, perché liberi da impegni professionali avevamo pensato di ampliare la storia del nostro paese d’origine, Bagnoli I., trattata solamente a partire dall’anno 1000; inoltre buoni conoscitori del territorio per ragioni professionali, e per il fatto di vivere ad Ariano, un centro di elevata cultura dove siamo partecipi ai vari incontri culturali che si tengono. La sua biblioteca, la nostra prima di fonte di ricerca, che ci ha subito fornito testi unici che parlavano di un inizio di dibattito innescato dagli storici dell’ottocento, quando si accorsero bene di come la storia del Sannio fosse stata proposta. Il discorso fu aperto dal canonico di Rocca S.Felice (la Valle d’Ansanto) Vincenzo Maria Santoli, (N. Gambino–La Mefite nella valle d’Ansanto dopo 200 anni da V.M. Santoli.-Tipografia Amodeo – Avellino 1999) quando nel 1775 rinvenne il tempio della dea Mefite, il maggiore santuario del Sannio; discorso portato avanti a metà 800 dal prof. Palmese, docente in Storia e Topografia presso l’Università di Messina, quando sosteneva che Batulum, una potente roccaforte sannitica, non era da identificarsi in Bagnoli di Napoli (!!!), bensì in Bagnoli Irpino, e Nucras in Nusco non in Nocera: tra queste due la Bovianum del III conflitto (Gabriele Grasso: Storia Antica d’Italia - Sta. Tip.Appula-Ariano I.). Ci chiediamo, infatti, cosa ci facessero i sanniti sul mare! A questi accenni di studi faceva seguito, ancora da parte di un canonico, Nunzio Maria della Vecchia di Nusco, il testo “Sulla vera posizione dei campi taurasini” (N.M. Della Vecchia. - Ricerche sulla vera posizione dei Campo Tuarasini e delle colonia liguri e romane.-Tip.De Dominicis–Napoli 1885), dove lo storico individuava nell’Aquilonia irpina, l’Aquilonia della III guerra sannitica, e nella Bovianum trattata in quel conflitto, una città che ripeteva il nome della capitale molisana posta all’interno dell’alta valle del Calore in quanto l’autore sosteneva, a ragione aggiungiamo noi, che la III guerra sannitica si fosse svolta in Hirpinia, sull’Ofanto, non altrove. E lo proveremo, sia per fugare i dubbi di chi questa vicenda l’ha trattata con superficialità, sia per chi l’ha fatta apparire così come oggi è scritta.