6 - Pirro ed Annibale.

Mai domi, sette anni dopo la disfatta di Aquilonia, approfittando che Pirro si trovasse presso i Tarantini, gli Hirpini chiesero il suo intervento. Pirro, accettò, combatté a fianco dei Sanniti, ripartì, ritornò ancora. A Malventum, ancora non conquistata, nel 275 a.C, Roma, con il console Manlio Curzio Dentato ottenne l’ennesima vittoria sul Sannio e sugli Hirpini, quelli dei monti, di Bagnoli, Montella, Volturara, Chiusano, Serino, Solofra, Ospedaletto, Summonte ecc. In quell’occasione una colonia di Piceni andò a ripopolare le loro terre. Capitale fu Picentia, la vecchia Amiternum, l’odierna Pontecagnano. I monti circostanti a Bagnoli, sono detti “picentini”.
Quando anni dopo Augusto divise l’Italia in regioni, gli Hirpini, per vendetta, non furono inclusi nel Sannio (IV Regione), ma nella regione Appula (la II), addirittura isolati attraverso l’”agro taurasino”, una striscia di terreno pubblico che andava da Benevento a Candela. A rimpiazzare Malventum come centro dell’amministrazione hirpina, fu Compsa.

Valle Romana: muro di chiaro stampo sannita

Ma non è finita, dopo la vittoria di Annibale a Canne sui romani, località posta a pochi passi dal suo nuovo capoluogo, Stazio Trebio, dux compsano ed avversario della fazione filo romana dei Mopsi, chiese aiuto al condottiero cartaginese il quale inviò subito il fratello Magone, che nel 216 a.C. conquistò dapprima Compsa poi tutti i “vicus” limitrofi. Ma, come in tanti altri casi, Roma può perdere una battaglia non la guerra. Con il console Marcello, che aspettava la sua rivincita, nel 209 a.C. fu dato il colpo di grazia alla piccola ed indifesa Hirpinia. A seguito di questa ennesima disfatta, una colonia di 45.000 liguri andò a ripopolare le terre di Lioni, Nusco, S.Angelo dei Lombardi, della stessa Bagnoli. I superstiti, sempre più racchiusi tra i loro monti, come in una riserva indiana.
Circa duecento anni dopo, durante le guerre civili, Silla rappresenta Roma, Mario la fazione opposta. Il Sannio dissotterra per l’ultima volta il “Gallo di bronzo” e si allea a Mario. Due anni dopo l’inizio delle ostilità, Silla passa all’offensiva stringendo d’assedio Stabia, Ercolano e Pompei. Verso la fine dell’estate dell’89 lascia l’assedio di Pompei e punta direttamente sull’Hirpinia, dirigendosi su Aeclanum. Il conto tra romani e sanniti sta per chiudersi definitivamente. Nell’82 a.C., al termine delle guerre sociali, gli Hirpini, con a capo il caudino Gavio Ponzio detto il Telesino, della stessa famiglia dei Pontius, l’eroe delle Forche Caudine, riorganizza ciò che rimaneva del Sannio e si dirige a Porta Collina per affrontare ancora una volta, l’ultima, il nemico di sempre. Si combatté sino all’alba. Silla uccise tutti gli Hirpini, poi li massacrò a colpi di scure, prese i cadaveri dei condottieri più in vista, mozzò loro il capo e li conficcò sui pali che circondavano il campo. In quell’occasione la sua ferocia fu tale da impietosire gli stessi romani. “Mai Roma potrà vivere in pace sino a che un solo sannita avrà formato una comunità a sé” . Da allora degli Hirpini non se ne parlò più. Secoli dopo scambiati per lucani e per Bruzi, gli schiavi dei Sanniti! Tutte le località investite dalla III guerra sannitica ripetute in Molise. Quella del Sannio è una storia tutta da riscrivere.