5 - La leggendaria Touxion.

Touxion era una delle città più potenti del Sannio, lì gli eserciti della “lega” si riunivano per le strategie militari e per i loro riti propiziatori intorno al tempio di una Venere apportatrice di vittoria, identificata nell’Afrodite Nicefora. A Touxion si conveniva anche per le scelte di carattere politico ed economico. A Touxion è legato anche il nome di “Aequum tuticum”, il primo insediamento di Ariano I. Il primi a trattare Aequum Tuticum fu il geologo francese D’Anville che nel 1744, attraverso alcuni computi miliari risultati dagli Itinerari romani e dalla Tavola Peuntigeriana, sostenne si trovasse nelle vicinanze di Castelfranco in Miscano (BN). Lo storico Nissen non ebbe dubbi a riguardo, mentre Preller avanzò addirittura l’ipotesi che l’Afrodite Nicefora di Aequum Tuticum avesse qualche rapporto con la statua della Venere Victrix esistente in Campidoglio. Domenico Petroccia, un frate domenicano di Benevento vissuto tra la fine dell’800 e la metà del 900, che aveva effettuato un’attenta ricerca su Aequum Tuticum (D.Petroccia – Origini e rovina di Aequum tuticum. Dal Samnium di Benevento 1962-63), scoprendo che lo Pseudo-Plutarco faceva in più testi menzione ad Aequum Tuticom appellandola proprio Touxion, la metropoli dei Sanniti, aggiungendo tra l’altro una notizia a dir poco sconvolgente: Fabio Fabriciano, console romano e pro-console in Hirpinia durante la III guerra sannitica, aveva asportato da Touxion e portata a Roma come trofeo di guerra una statua di Afrodite Nicefora, venerata dai suoi abitanti come dea apportatrice di vittoria. Claudio Tolomeo, nel suo testo di geografia, riporta Touxion nell’attuale sito di Aequum Tuticum con il nome di Touticon. E’ da notare come il termine osco vada lentamente scomparendo, per fare posto ad un termine in parte latino.

Portara: menhir
Pietre Binche: ambiente di epoca sannitica

Chi torna su Touxion è il prof. Tagliamone nel suo testo “I Sanniti” (Gianluca Tagliamone-I Sanniti - Ed. Longanesi), il quale annovera che, Quinto Fabius Maximus Gurgens, console nell’anno 292 a.C. e pro-console nel Sannio nel 291, (anche se non specifica di quale Sannio si tratti), al termine della III guerra sannitica aveva saccheggiato un'ignota città Sannita dal nome Touxion, da cui aveva asportato una statua di culto apportatrice di vittoria. Ma, mentre il Petroccia fa risalire, senza ombra di dubbi, la città Sannita all’attuale “Aequum Tuticum”, il Tagliamonte la definisce precauzionalmente ignota.
Ed ancora, da un'ultima ricerca svolta sul sito di Aequum Tuticum, chi tratta questo argomento è l’emerito prof. Francesco Barra di Avellino, docente in storia presso l’Università di Salerno a Fisciano il quale, in una pubblicazione a cura della CCIAA di Avellino sui Comuni dell’Irpinia risalente al 1980, scrive testualmente “Con la conquista degli Hirpini (VI sec. a.C.) Auquum Tuticum ne divenne uno dei centri principali, noto soprattutto per il culto di Afrodite, venerata in un santuario celebre in tutto il Sannio. Durante le guerre sannitiche (343-290 a.C.) venne espugnata dal console romano Fabio Fabriciano, che ne asportò appunto, come ambita preda di guerra, la statua della dea, che inviò a Roma” (F.Barra, Ariano Irpino “I Comuni della Provincia di Avellino”- CCIAA – Avellino 1980. Pergola Editore).
Ebbene, anche di fronte a tutto ciò, questa Irpinia non è mai stata in grado di aprire un dibattito in merito. A questo punto non possiamo di certo accusare i molisani o chi per essi, se hanno errato e continuano ad errare, anche se nel contempo rifiutano ogni tipo di dialogo, che limita la storia. Una storia che appartiene a tanti, per i reperti rinvenuti, che sono illustrati nel prossimo cap. VII.