Il Sannio hirpino, come in parte detto, partiva da Malventum, sua potente e ricca capitale posta all’estremo limite occidentale del territorio, e giungeva ad oriente sino a Compsa, Monteverde e l’attuale S.Agata di Puglia (Cluvias); a Nord confinava con la regione pentra (l’attuale Molise); a Sud con l’Ofanto, spingendosi sino a Venosa in dipendenza delle dispute con i lucani. Più verso il centro il confine era rappresentato da Acerno e Montecorvino Rovella, oggi in provincia di Salerno, a ridosso dell’area campana, di Bagnoli con il monte Terminio (1798 mt. slm) e Solofra, appena sopra Fratte (Salerno).
All’interno
di questo esteso territorio, ricordiamo la città di Abellinum,
l’attuale Atripalda, posta nella ricca e fertile valle dell’alto
Sabato; Sabazia, una ignota città distrutta dai romani dopo
la disfatta con Annibale, che la si vorrebbe alle sorgenti del fiume
Sabato; Compsa, l’ornata, per la sua straordinaria bellezza naturalistica
(era un’isola posta all’interno di un lago formato dal
fiume Aufidus tra boschi di querce); Aeclanum, posta sul medio Calore;
al tempio della dea Mefite nella Valle d’Ansanto, nonché ai
monti Celica (1657 me.slm), al Terminio, al Partenio (1598 mt. slm),
al Cervialto (1809 mt. slm), al Calvello (1580 mt. slm), infine al
Polveracchio (1790 mt. slm), posto a ridosso di Calabritto e del fiume
Silarus. Tutto il resto è mistero, anche se, già attraverso
queste località, si ha un’immagine molto diversa rispetto
a quella sino ad oggi proposta. Risultano ancora ignote alcune città interessate
dalla III guerra sannitica, quali Touxion, Murgantia, Romulea e Ferentinum,
nonché un’Aquilonia ed una Bovianum trattata da Tito Livio
durante quel conflitto. |